Un colpo al cerchio e uno alla botte: si potrebbe sintetizzare così l’analisi del Fondo Monetario Internazionale dedicata all’Italia. Dalla lettura del rapporto annuale noto come “article IV”, emerge che da una parte l’FMI riconosce gli sforzi compiuti dal nostro Paese, ma dall’altra segnala che c’è ancora molto da fare, visto che il Belpaese resta esposto al rischio di un contagio della crisi dell’area euro.
L’FMI elogia le autorità italiane per aver lanciato un’ambiziosa agenda politica per garantire la sostenibilità finanziaria e promuovere la crescita, segnalando al contempo che la situazione economica e finanziaria rimane impegnativa, con rischi di deterioramento dell’outlook. Sono necessarie nuove riforme, ampie e strutturali, per favorire un incremento della produttività e questo processo deve proseguire in maniera spedita e decisa se si vuole che lo stesso abbia successo.
L’idea dell’FMI è che per sostenere la crescita sia necessario puntare sui tagli alla spesa e sulla riduzione delle tasse. Nel documento si legge che l’economia dovrebbe continuare a contrarsi quest’anno per via di un inasprimento delle condizioni finanziarie, del rallentamento globale e del necessario consolidamento fiscale. In assenza di shock la ripresa prenderà piede all’inizio del 2013 grazie ad una lieve accelerazione delle esportazioni. L’inflazione crescerà in maniera graduale visto che l’impatto della domanda debole è in parte bilanciato da un aumento delle tasse indirette.
Il Fondo Monetario Internazionale prevede che il PIL dell’Italia quest’anno subisca una contrazione dell‘1,9%, per poi calare dello 0,3% nel 2013, a causa delle difficili condizioni finanziarie, del rallentamento globale e della necessità di procedere con il consolidamento fiscale.