L’importante è la salute. E quando c’è la salute c’è tutto. Una consapevolezza tipica degli italiani, in particolare dei meridionali, che viene confermata anche dai numeri e dalle ricerche. Se la crisi ha distrutto il tessuto sociale e ha cambiato molti stili di vita intaccando persino i consumi e la frequenza delle visite mediche, nulla ha potuto nei confronti della dieta mediterranea, punto di forza ed elisir di lunga vita, che è riuscita a sopravvivere alla crisi proprio grazie al fatto che è economica. 

Non sempre ricchi, ma almeno sani 

Anche da Bloomberg la classifica che conferma la durata e la qualità della vita regala punti a favore dell’Italian Style. Soprattutto a tavola. Numeri alla mano si parla di 93,11 punti su cento secondo il Global Health Index che per arrivare a questo livello ha preso in considerazione una scala particolarmente ampia di fattori che vanno dalla durata media della vita alla salute mentale passando per la diffusione e l’incidenza di fattori di rischi come la pressione arteriosa.  partendo proprio dalle aspettative di vita, oggi la media per i neonati è di 80 anni, una longevità che è ottima non solo dal punto di vista matematico (gli italiani sono, insieme ai giapponesi, la popolazione più longeva al mondo) ma anche da quello qualitativo. E in questo caso si conferma anche un altro luogo comune: i soldi non fanno la felicità. Infatti Roma deve scontare pene ancestrali come il debito pubblico e l’insicurezza politica ed altre zavorre relativamente più giovani come la disoccupazione, peggiorata con l’entrata in scena dell’euro e dell’Ue, e la perdita di competitività internazionale, questa, però, al limite del trentennio di vita. Se non di più. Eppure gli standard del benessere psicofisico tricolore è addirittura più alto di quello di altre nazioni notoriamente più ricche ed altrettanto notoriamente più tristi.