L’America latina ha la forza necessaria per continuare a marciare senza curarsi di quello che succede nelle regioni più sviluppate. A dirlo è il Fondo monetario internazionale (Fmi), secondo cui l’area sudamericana quest’anno crescerà del 3,7% contro il 3,5% (medio) del resto del mondo. Una previsione che piace agli operatori finanziari che hanno fatto salire l’indice Msci della regione del 5,5% nell’ultimo mese (fino al 2 luglio e calcolato in euro) portando la performance da inizio anno a +3,9%.
Per il responsabile della divisione Emisfero occidentale dell’Fmi, Nicolas Eyzaguirre, la stato di salute congiunturale della zona è “impeccabile” e può fare ancora affidamento sulla tenuta dei prezzi delle commodity che, seppur in ritracciamento, dal punto di vista storico sono ancora alti. “A questo va unita la situazione di Stati Uniti, Cina ed Europa”, ha spiegato l’economista. “I problemi delle tre regioni sono stati esagerati. Il compito dell’America latina oggi è di fare riforme strutturali, non politiche, che diano spinte all’economia. Queste ultime verranno di conseguenza, grazie ai commerci internazionali”.
Il Brasile preferisce spingere
Questo discorso, tuttavia, non convince pienamente il Brasile (la prima economia della regione e la sesta a livello mondiale) che sta recuperando più lentamente del previsto dalla contrazione registrata nel terzo trimestre del 2011. Nel primo trimestre di quest’anno il paese ha segnato un +0,8% (annualizzato). Un andamento che, secondo un sondaggio condotto dalla locale banca centrale, ha spinto gli economisti a tagliare le previsioni di crescita per il 2012 portandole da +3,2% a +2,05%.
Va anche detto che la situazione generale è comunque solida. E’ vero che le spese dello stato ogni tanto sforano (i conti di maggio hanno mostrato un deficit pari a 62 miliardi di euro), ma il debito pubblico totale è pari al 35% del Pil (minimo storico), mentre i prestiti vengono ripagati con un anticipo medio di sei mesi. Tanto che il governo non ha ancora deciso quando mettere in calendario la prossima emissione di bond statali. Nonostante questo il presidente, Dilma Rousseff, non ha escluso l’ipotesi di prossimi tagli dei tassi di interesse. Nei giorni scorsi ha dato anche un’altra spinta al piano di stimolo economico nazionale aumentando le dotazioni per l’acquisto da parte dello stato di veicoli e macchinari e quelle per finanziare il comparto agricolo.
