Ci sono delle settimane di passaggio sul mercato dove scarseggiano gli elementi d’interesse ed i volumi si abbassano un po’ su tutti i segmenti. Lo scorso anno però il periodo estivo fu colpito dalla speculazione contro l’euro e i paesi periferici, che trovando il ventre molle dei pochi volumi presenti sui mercati, soprattutto azionari, insieme al concerto dei vari “program trading” degli Hft (high frequency trading) hanno ampliato il caos e l’incertezza che ancora ci accompagna oggi.

La volatilità generata è stata ed è tuttora oggetto di discussione nelle principali autorità di controllo dei mercati, con progetti di maggiori regolamentazioni e controlli al fine di non generare distorsioni nei prezzi del mercato, ma si tratta di una questione ancora da approfondire e che richiederà molto tempo.

In realtà anche se è stata una settimana di basso profilo negli scambi, ci sono stati alcuni punti interessanti da sviluppare; il primo è relativo allo spread tra Btp e Bund che non si è particolarmente mosso, restando nel range 465-485, indipendentemente dalle oscillazioni dello stesso Bund.

Molto interessante su questo punto è uno studio uscito dal centro studi di Confindustria, dove un’analisi dei fondamentali tra i due paesi Italia e Germania, pone lo spread ad un livello teorico di 164, quasi in linea con la media (155) che ci aveva accompagnato dal 2007 all’inizio dell’estate 2011; gli altri 300 punti restanti sono dovuti agli effetti del contagio ed alle indecisioni a livello europeo per rispondere immediatamente ed efficacemente alla crisi.

Questo ultimo periodo è però cruciale per svoltare e mettersi alle spalle l’estate del 2011, a breve dovranno essere ratificate le decisione prese a fine giugno e già avvallate dall’ultimo Ecofin. Qualche piccolo segnale c’è stato, quantomeno il riconoscimento dei sacrifici fatti dall’Italia per venire incontro alle richieste della Commissione Europea, inoltre sul mercato dei Btp da qualche giornata sembra essere tornata una maggiore tranquillità operativa, prova ne sia, nel buon esito delle ultime aste della scorsa settimana, sottolineate per voce del Tesoro dal direttore generale, dott.essa Cannata, che ha rimarcato la buona presenza d’investitori stranieri sul titolo a 3 anni (54%) rispetto al costante calo di questa quota che a fine 2011 era arrivata al 35%.