Molti operatori plaudono all’intervento della magistratura presso alcune sedi delle Agenzie di rating per individuare eventuali reati di manipolazione del mercato. La migliore risposta è però giunta dal mercato stesso, che ha spazzato via i timori dello week-end scorso in vista della riapertura delle piazze finanziarie. Gli investitori si sono concentrati più su certi fondamentali che sulle “pagelle” delle Agenzie, dando retta alle parole di Draghi secondo cui gli “operatori dovrebbero imparare a vivere senza rating”.

Semmai, l’unico aspetto positivo dell’ultima mossa delle Agenzie di rating è di aver scatenato “l’orgoglio mediatico europeo”, condizionato finora da troppi veti incrociati, nonostante le azioni messe in campo da alcuni governi dell’Eurozona, a partire dall’Italia, e i riflessi che potranno avere sulle prospettive future di rilancio delle economie.

Un’attenzione particolare, e che potrebbe essere la vera svolta per il mercato se venisse accolta, è la posizione espressa dal premier Monti alla London School of Economics, dove ha rilanciato una proposta (già ventilata a livello europeo nella scorsa estate), che ci possa essere una “maggiore disciplina degli spread tra i paesi aderenti” e soprattutto che sia imposto “un tetto ai tassi d’interesse massimi” che uno stato in fase di ristrutturazione del proprio bilancio possa pagare.

Sul fronte azionario, intanto, la maggiore spinta propulsiva arriva dal comparto finanziario che è riuscito a non trarre profitto immediato dalla salita di alcuni titoli di riferimento, permettendo la performance positiva di molti indici. Se realmente dal prossimo G20 arrivassero notizie positive sul potenziamento della dotazione per l’Fmi, insieme alla conclusione degli estenuanti negoziati sullo swap del debito Greco, la luna di miele col mercato potrebbe ripartire con maggiore slancio.