Anche Wall Street conclude la settimana con un rialzo davvero importante, circa un punto e mezzo per il DJ, due per lo S&P500 e ancor di più per il Nasdaq. Dati macro buoni, trimestrali migliori delle attese e notizie decisamente confortanti che sono arrivate dalla Vecchia Europa sono state il mix che hanno portato a questo risultato.
Partiamo da quest’ultime, la Merkel e Hollande (ritorna l’accoppiata Germania/Francia?) hanno dichiarato congiuntamente (soltanto per la ventinovesima volta) che faranno di tutto per proteggere l’eurozona, insomma la solita tiritera.
Dal versante macro in evidenza il Pil Usa (+1,5%) che nel secondo trimestre è risultato superiore alle attese (+1,2%) e sono stati rivisti al rialzo anche i dati del primo trimestre e del quarto trimestre 2011. L’indice di fiducia calcolato dall’università del Michigan è leggermente risalito (72,3) rispetto alla lettura preliminare (72,0).
Sul fronte micro ottime trimestrali sono arrivate da Merck, Amazon, Expedia e Amgen, mentre hanno deluso le attese Facebook, Starbucks e Newmont Mining.
Attenzione a comparto valutario perché spesso anticipano i mercati, allora abbiamo assistito ad un apprezzamento del dollaro nei confronti dello yen, il cambio è tornato intorno a 78,5. Ma è nei confronti dell’euro, come prevedibile, che la volatilità è stata superiore, dapprima un forte apprezzamento della moneta unica che arrivava a 1,238 per poi perdere una figura (100 punti) nel volgere di tre quarti d’ora, a mercati azionari chiusi, fra le ore 19:30 e le 20:15 (ora di Milano naturalmente).
La volatilità è sempre alta e quindi occorre essere preparati ad ogni evenienza.
Infine il Dow Jones ha terminato le contrattazioni oltre i 1.300 punti, lo S&P500 in prossimità di quota 1.400 punti e il Nasdaq è nuovamente vicinissimo ai 3.000 punti.
