GLI ANALISTI di Moodys lavorano intensamente in questo periodo emettendo una quantità impressionante di nuovi giudizi sul Rating di Banche, gruppi Assicurativi (tra cui Generali), enti pubblici (Milano, Venezia). Rivisti i gradini in totale di 114 enti finanziari europei.

LA STRADA presa dall'Agenzia Americana, rischia di far crescere ulteriormente le spese di rifinanziamento delle banche, già saliti con l'acuirsi della crisi finanziaria del debito.

TAGLIO DI Rating di massa ad opera dell’Agenzia Moody's che ha emesso nuovi giudizi o rivisto l’outlook su 114 istituti finanziari europei banche europee appartenenti a 16 Paesi diversi.

NELL’INFORMATIVA emessa da Moody's si legge che le azioni sui rating riflettono, "la pressione combinata "che deriva soprattutto dall' "avverso e prolungato impatto della crisi dell'area dell'euro che rende il contesto operativo molto difficile per le banche europee", e dal "deterioramento del merito di credito dei rating sovrani, che ha portato all'aggiustamento dei rating di nove Paesi lo scorso 13 febbraio". Oltre che dalle "sfide importanti" che dovranno affrontare le banche con "significative attività sui mercati dei capitali".

QUESTE PROBLEMATICHE, afferma l’Agenzia non riescono ad essere compensate dalla presenza di fattori positivi come il supporto offerto dai governi al sistema bancario e la politica monetaria accomodante.

PER QUEL che riguarda i Gruppi italiani Eni, colosso petrolifero e Poste, la scure si è abbattuta tagliando il rating da A2 ad A3, mantenendo negative le prospettive e ha portato da stabile a negativo l'outlook di Finmeccanica. Nella nota emessa dall’agenzia viene chiarito che la decisione fa seguito all'abbassamento del rating dell'Italia da A2 ad A3 decisa lo scorso 13 febbraio.