UNA DRASTICA diminuzione del debito. È questa la scelta effettuata dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena che ha firmato ai creditori un assegno da 650 milioni di euro, ristrutturando a medio termine il debito residuo pari a circa 350 milioni di euro.

TUTTAVIA le incertezze sul tavolo sono ancora tante soprattutto quelle sulla distribuzione del totale. Gli interessati a questa operazione rimangono sempre dodici, caratterizzati da contratti e garanzie differenti e ciascuno vuole proteggere la propria posizione. E sostanzialmente questo era stata la causa della pausa in fase di negoziazione della moratoria con il congelamento della situazione fino al 30 aprile.

IN PRATICA ci sono due fazioni contrapposte: da una parte ci sono undici creditori guidati da JP Morgan, che lo scorso luglio diedero a prestito 600 milioni alla Fondazione per sottoscrivere l’aumento di capitale della banca di Rocca Salimbeni. L’importo, oggi sceso a 525 milioni, dovrebbe essere restituito entro il 2017 mentre la prima rata da 200 milioni è in scadenza il prossimo fine giugno.

L’ALTA SPONDA invece è formata da Credit Suisse e Mediobanca, che sostennero la Fondazione nella sottoscrizione del prestito Fresh 2008 di Banca Mps per 490 milioni.

QUINDI grazie alla vendita di varie partecipazioni minori con un incasso di circa 200 milioni e 600 milioni dalla cessione del 12,5% della quota detenuta in Banca Mps ora la Fondazione dispone ora di maggiore liquidità. La partecipazione nella banca senese è ora scesa al 36,6% dal precedente 49,1%. Intanto dalla Fondazione comunicano che la vendita della quota è stata utilizzata per diminuire il debito, anche se adesso ci si attende che “le banche creditrici si mettano d’accordo”.