E' STATO IL TREND che ha accompagnato gli operatori dei mercati nella giornata di ieri: il gruppo Benetton lascia la Borsa. La decisione probabilmente è stata presa dai vertici, dopo che a fine anno il valore di Borsa del gruppo ammontava appena a 541 milioni di euro.

SE PERÒ DOVESSE essere preso in considerazione il prezzo medio degli ultimi sei mesi, il controvalore sarebbe destinato a ridursi. Solo dall'inizio dell'anno infatti il titolo ha segnato un rialzo del 18,21%. Quel che è certo è che il titolo non rispecchia nemmeno i valori degli immobili a bilancio, dice un analista. Un delisting a questi prezzi è comunque conveniente per gli azionisti di maggioranza.

LO HA RESO NOTO un comunicato di Edizione srl, la finanziaria della famiglia, che controlla la maggioranza del capitale (67,07%, a cui si associa il 5,66% di azioni proprie) ha al momento allo studio il lancio di un'offerta pubblica di acquisto sulle azioni non ancora in suo possesso, finalizzata al delisting.

NELLA NOTA si precisa che gli organi competenti ad assumere la decisione di promuovere l'Opa, si riuniranno a breve.

NEL COMUNICATO non sono indicati i motivi che hanno orientato la famiglia a prendere questa decisione; sui siti sono circolate voci, peraltro smentite, di eventuali accorpamenti con la spagnola Inditex (Zara).

QUINDI RESTANO ancora poco chiari i motivi della possibile decisione: accanto a chi cita un andamento della società poco soddisfacente, c'è chi pensa a un valore di Borsa non congruo con quello reale in vista di una possibile spartizione dell'impero Benetton fra i rami della famiglia o una possibile operazione M&A in cui - anche in questo caso - i valori borsistici sarebbero di impedimento a una valutazione fair.