I DATI PARLANO chiaro e confermano che a tirare sono i mercati del Nord e del Sud America, mentre dà sempre più preoccupazione l’Europa. I numeri delineano un fatturato che per l’intero gruppo nel 2011 è stato pari a 59,6 miliardi, con un’utile netto di 1,7 miliardi di euro, anche se senza Chrysler, Fiat da sola avrebbe chiuso in pareggio.
DEL RESTO è stato lo stesso Marchionne a mettere in risalto che il 2011, per Chrysler, è stato un anno straordinario. Il marchio di Auburn Hill ha chiuso l’anno con un utile netto di 183 milioni di dollari, rispetto al 2010 che aveva fatto registrare una perdita di 652 milioni.
QUELLA del 2011 è la prima volta che Chrysler dal 1997 chiude un anno in utile netto. Inoltre il fatturato del 2011 è aumentato del 31% , pari a 55 miliardi di dollari, grazie alle vendite che sono salite del 22% a 1.855.000 unità.
AL CONTRARIO, Fiat a causa del calo di vendite avvenuto sia in Europa ma soprattutto in Italia, nel quarto trimestre del 2011 ha fatto registrare un utile di 126 milioni di euro contro i 319 milioni fatti segnare nello stesso periodo del 2010. Altro dato significativo è quello riguardante la liquidità disponibile di Fiat-Chrysler fissata a 3 miliardi di euro.
ED È PROPRIO in merito a ciò che Marchionne ha annunciato che non sarà distribuito il dividendo alla azioni ordinarie proprio “per mantenere la liquidità”. Da qui il commento di Giuseppe Berta, esperto di questioni Fiat, che ha affermato: “Sono colpito dall’attenzione che Marchionne ha posto sul tema della liquidità. Significa avere in mano una potente leva finanziaria da utilizzare se si vogliono fare delle operazioni di mercato.
INSOMMA sembra quasi che Marchionne voglia avere mano libera per tentare qualche nuovo blitz, staremo a vedere”.