La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata dalle prime pubblicazioni dei risultati da parte delle grandi aziende quotate a Wall Street, relativi al terzo trimestre, chiuso al 30 settembre. I primi dati sembrano confermare il buon andamento dell'economia Usa, con risultati che superano in media le stime degli analisti. Tra le maggiori società incluse nel nostro portafoglio, si evidenzia la trimestrale di PepsiCo Inc, quotata sul Nyse con simbolo PEP. Fondata nel 1898 a New York ed oltre 260.000 dipendenti, la società opera in tutti i paesi del mondo ed è attualmente una delle maggiori multinazionali nel settore delle bevande, snacks e ristorazione. La società ha messo a segno utili di 1,49 dollari per azione nel trimestre appena concluso, battendo del 2,8% le stime degli analisti e superando del 5,7% i risultati dello scorso anno. PepsiCo è uno dei titoli più importanti del nostro modello Top Analisti ed è presente nel portafoglio dal maggio 2008, con una performance pari a +77,5% a cui si aggiungono tutti i dividendi incassati nel periodo. La società ha incrementato il suo dividendo per 45 anni consecutivi e vanta una performance record in borsa pari a +7.015% dal 1972 ad oggi, oltre il triplo rispetto all'indice S&P500 nello stesso periodo (fonte Morningstar). Nel corso degli ultimi anni il rendimento medio percentuale del dividendo si è mosso in un range oscillante da un minimo dell’1,7% annuo nei periodi di maggiore sopravvalutazione del titolo, fino ad un massimo del 3,2% annuo nei periodi di maggiore sottovalutazione. Il dividendo attuale, pari al 2,9% annuo, indica una quotazione a sconto del titolo rispetto alla media storica. Per ritornare nuovamente in area di sopravvalutazione, il titolo dovrebbe aumentare di oltre il 50% dai livelli attuali. I 14 analisti e broker che seguono la società attribuiscono al titolo un rating BUY (1,8) in una scala da 1 a 5, con un target a sei mesi pari a +9,4% a cui si aggiunge il dividendo pari al 2,9% annuo. Su queste basi, manteniamo il titolo in portafoglio con la prospettiva di ulteriori investimenti su eventuali debolezze future in borsa.