La Cina sempre più lontana dal capitalismo? Per quanto i vertici politici e soprattutto quelli finanziari stiano facendo di tutto per adottare (per quanto in loro potere) misure e strategie per sottolineare la loro forza sui mercati e l’influenza che la loro economia ha nell’andamento delle borse internazionali, il Parlamento europeo non è ancora convinto del fatto che Pechino possa essere considerata economia di mercato.

L'accusa contro Pechino

L’accusa che si muove verso il Celeste Impero è quella di vendere sottocosto e per questo motivo si chiede alla Commissione Europea, in procinto di esprimersi ufficialmente sulla questione, di continuare a mantenere i meccanismi di protezione per salvaguardare l’imprenditorialità del Vecchio Continente e soprattutto la qualità di un lavoro che, a differenza di quello cinese, prevede standard di sicurezza sia per i lavoratori che per i clienti. La decisione, per quanto solo parziale visto che, come detto, la Commissione deve ancora decidere, arriva in seguito allo scadere della moratoria di 15 anni scattati nel 2001 quando la Cina vide la firma di un Protocollo di Intesa che le permetteva di entrare nell’Organizzazione Mondiale del Commercio: alla fine di questi 15 anni si sarebbe poi deciso se concedere o meno lo status di economia di mercato a Pechino. Infatti dopo questo periodo non è ancora riuscita, secondo quanto stabilito dal Parlamento Ue, a rispettare i 5 criteri che segnano l'economia di mercato. Tra questi, le interferenze statali ancora molto profonde nelal gestione delle imprese, assenza o quasi di una revisione della contabilità secondo criteri internazionali. Inoltre Pechino non è ancora in gradi di garantire la certezza del diritto in materia fallimentare e di proprietà.