La riforma Fornero, nel bene e nel male, è sempre stata al centro di molte polemiche. Chi dice che è stata fata di fretta,chi ritiene che non sia giusta. Insomma una riforma che non è mai stata digerita. Ora con il nuovo esecutivo politico, che ha sostituito il precedente tecnico, si cerca di mettere in atto una specie di “controriforma” del sistema pensionistico.

VIDEO LIVE GRATUITO: COME COSTRUIRE DA ZERO LA MIGLIORE STRATEGIA OPERATIVA. I mercati finanziari sono davvero da comperare ora? Come mai i piccoli traders sono statisticamente perdenti? Te lo spiega Gianvito D'Angelo Iscriviti qui.

In particolare, il neo eletto ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, apre a modifiche sulle pensioni e suggerisce di diminuire gli attuali requisiti per la pensione anticipata o accordare l'uscita in cambio del calcolo dell'assegno con il sistema totalmente contributivo, che in caso di un’uscita anticipata, procurerebbe penalizzazioni per il lavoratore.

Il ministro Giovannini ha comunicato che la riforma delle pensioni sarà ristrutturata rendendo più flessibile l'età di uscita dal lavoro con riduzioni però negli assegni finali.
D’altra parte un disegno di legge, depositato in Parlamento per opera dei ministri Damiano, Baretta, Gnecchi e Lenzi, lascerebbe intendere la possibilità di ritirarsi in pensione con 62 anni e 35 di contributi e una penalizzazione dell’8%.

In sostanza chi rientra in tali requisiti può chiedere la pensione anticipata con penalizzazioni, ma la proposta prevede anche incentivi per chi decide di rimanere di più del valore del +2% per ogni anno tra i 67 e i 70 anni di età fino a un massimo dell’8%.