Tornano oggi gli acquisti sul petrolio dopo la serie di sei giornate consecutive di ribassi e il calo di quasi 10 punti percentuali della scorsa settimana.

Il prezzo del Brent sale di 90 cent a 63,71 dollari il barile intorno alle 16 ora italiana, mentre il U.S. West Texas Intermediate guadagna l'1,79% a 60,26.

Al termine dell'ottava peggiore dal gennaio 2016, la seduta di venerdì 9 Febbraio si era conclusa in forte ribasso (-3,42%) anche a causa della pessima lettura del rapporto settimanale relativo al conteggio degli impianti di trivellazione attivi sul territorio nordamericano rilasciato da Baker Hughes, che ha segnalato un nuovo aumento del numero delle trivelle attive negli USA a 1.300 unità.

Opec rivede le stime sulla domanda di greggio

A favorire invece il rimbalzo del greggio oggi sono tra l'altro le ultime proiezioni dell'Opec, che nel suo consueto report mensile ha alzato lievemente le stime della domanda mondiale di petrolio pur segnalando che la spinta degli Usa sul lato dell'offerta "rimane preoccupante".

Il cartello ha rivisto la stima sulla crescita della domanda mondiale di petrolio nel 2017, in crescita di 1,60 milioni di barili/giorno a 97,01 milioni di barili, che rappresenta un aggiustamento al rialzo di circa 30 tb/al giorno rispetto alle proiezioni del mese scorso. Nel 2018, la domanda dovrebbe raggiungere i 98,60 milioni, con una crescita di 1,59 mln/g, 60 tb/g in piu' rispetto alla precedente proiezioni del mese grazie al miglioramento delle prospettive economiche.

In luce Tenaris

L'ascesa del petrolio si riflette inevitabilmente sui titoli del settore oil a Piazza Affari, alcuni dei quali traggono beneficio oggi oltre che dal recupero del greggio anche di alcune indicazioni positive giunte dagli analisti.