Anche in quest'ultima seduta della settimana gli acquisti hanno la meglio sul petrolio che continua a guadagnare terreno nel tentativo di allontanarsi dalla soglia dei 50 dollari al barile riconquistata nelle ultime sedute. Dopo aver chiuso la sessione di ieri con un progresso di mezzo punto percentuale, le quotazioni dell'oro nero fanno ancora meglio oggi, raggiungendo l'area dei 51 dollari, con un incremento dell'1,11% del loro valore.

Ieri è stato diffuso il report sulle scorte strategiche Usa che ha restituito un rialzo, peraltro superiore alle attese, dopo sei settimane consecutive di cali. Un dato che però non ha frenato la spinta rialzista dell'oro nero, sostenuto ancora dall'attesa di un accordo su un taglio della produzione, dopo l'intesa preliminare raggiunta al termine del meeting di Algeri.

Incertezza su taglio produzione: cosa potrebbe accadere?

C'è ancora molta incertezza su questo fronte e in tanti esprimono dubbio su un taglio dell'output, a partire da Goldman Sachs, i cui analisti lo ritengono prematuro, aggiungendo peraltro che lo stesso potrebbe rivelarsi controproducente se comportasse prezzi del greggio sostenibilmente elevati. Anche per questo motivo la banca americana lascia invariate le sue stime sul greggio per il 2017 a 52,5 dollari al barile, su valori quindi poco distanti da quelli correnti.

Più di qualcuno crede che un mancato accordo sul taglio della produzione avrà l'effetto di riportare il petrolio al punto di partenza, ossia sui valori ai quali viaggiava prima del meeting di Algeri, motivo per cui bisognerà prepararsi nel caso a rapide discese anche al di sotto dei 45 dollari al barile.