E’ dai tempi delle grandi monarchie idrauliche della Mesopotamia e della Cina che si è iniziato a regolare i fiumi. E’ anche da quei tempi che le inondazioni sono sempre più violente. Quando infatti un fiume ha tanti punti di sfogo, come è tipicamente prima degli interventi umani, l’uscita dall’alveo è frequente ma è anche diffusa. Quando all’opposto il fiume è completamente regolato, i disastri sono rari, ma concentrati nello spazio e molto più gravi.
Più un sistema regolato è complesso e privo di ridondanze più tende a un certo punto a collassare su se stesso. Per evitare l’implosione il sistema produce spontaneamente, quasi istintivamente, una o più valvole di sfogo in cui le sue regole sono attenuate o sospese. Anche gli stati nazionali più trasparenti e fondati sulla certezza del diritto si dotano di zone grigie per gli arcana imperii. James Bond ha licenza di uccidere e salva la Corona.
Gli Stati Uniti hanno una costituzione di poche paginette, 8 articoli e 27 emendamenti. Le disposizioni sono spesso così generiche da essere tuttora perfettamente funzionanti. L’Europa, kantianamente innamorata delle regole, ha provato a darsi una costituzione di 884 pagine e il risultato è che non è nemmeno riuscita ad approvarla.
L’acquis communautaire, l’insieme delle norme che regolano l’Unione, avrebbe potuto ispirare un racconto di Jorge Luis Borges, con un protagonista che inizia fin da bambino a studiarlo pur sapendo che non arriverà mai alla fine, perché la produzione di nuove regole è più veloce della sua capacità di lettura.
Soffocata dalle sue regole e ormai incapace di decidere su qualcosa che non sia la forma di una pizza e la lunghezza di un cetriolo, l’Europa sta consegnando il potere di ultima istanza (quello vero) al direttorio franco-tedesco e al potere discrezionale della Bce di tenere in vita gli stati dell’Eurozona. Il direttorio franco-tedesco è un organismo non previsto dai trattati in cui la signora Merkel spiega a Sarkozy quello che dovrà dire in conferenza stampa e Sarkozy ottiene in cambio qualche concessione per la Francia. Il Consiglio Europeo e l’Eurogruppo ratificano le decisioni della signora Merkel senza cambiarne una virgola. La differenza con il Soviet Supremo è che non c’è la standing ovation.