Ancora un segno meno per le Borse europee che anche oggi hanno chiuso gli scambi in rosso, con l'unica eccezione del Ftse100 che si è apprezzato dello 0,28%. Diversa la conclusione del Cac40 e del Dax30 che sono sceso rispettivamente dello 0,02% e dello 0,38%. 

Le vendite hanno avuto la meglio anche a Piazza Affari che oggi è stata la peggiore in Europa, con il Ftse Mib fermatosi a 22.307 punti, con un calo dello 0,49%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 22.371 e un minimo a 22.204 punti. 

Il semaforo scatta di nuovo sul rosso, ma non cambia nulla

L'indice delle blue chips si è posizionato da subito lungo la via del ribasso, ma dopo il test di area 22.200 è riuscito a risalire la china, chiudendo gli scambi circa 100 punti più in alto. 

Ancora una volta non possiamo fare altro che prendere atto del fatto che la situazione sul nostro mercato non cambia, con il Ftse Mib sempre ingabbiato tra i 22.000 e i 22.500 punti. 

Come già evidenziato in più occasioni nei giorni scorsi, sarà solo la rottura di uno di questi due estremi a dare nuova direzionalità al mercato. Sopra i 22.500 punti ci saranno sviluppi positivi verso i 22.800 prima e in seguito in direzione dei massimi dell'anno in area 23.000/23.100. 

Se il Ftse Mib dovesse riuscire ad avere ragione di questo ostacolo potrà allungare il passo verso i 23.500 punti prima e l'importante resistenza dei 24.000 punti in un secondo momento. 

Al ribasso discese al di sotto dei 22.200 punti renderanno molto probabile un nuovo test di area 22.000/22.930. In caso di violazione ribassista di tale soglia bisognerà prepararsi ad ulteriori evoluzioni negative e si guarderà in primis al supporto dei 21.500 punti e successivamente al sostegno di area 21.000, senza escludere estensioni ribassista fin verso i 21.800 punti nella peggiore delle ipotesi.