Conclusione positiva oggi per le Borse europee che hanno archiviato le contrattazioni in progresso, con il Cac40 in rialzo dello 0,26%, preceduto dal Ftse100 e dal Dax30 che hanno guadagnato rispettivamente lo 0,58% e lo 0,67%.

Ftse Mib pecora nera in Europa

Diverso lo scenario se ci si si sposta a Piazza Affari dove il Ftse Mib ha anche provato a spingersi in avanti, salvo poi muoversi a passo di gambero e terminare gli scambi in calo. Il Ftse Mib si è fermato a 21.722 punti, con un ribasso dello 0,42%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 21.875 e un minimo a 21.695 punti.
Il mercato ha riproposto un copione già visto nelle ultime giornate ogni qualvolta l'indice delle blue chips prova ad avvicinarsi ai massimi dell'anno in area 22.000, viene respinto verso il basso, senza tuttavia registrare, almeno per il momento, cali particolarmente marcati.

La seduta odierna non ha fornito nuovi livelli di riferimento da considera per il Ftse Mib, per il quale non possiamo fare altro che ribadire quanto già segnalato in rubriche precedente.
Una nuova direzionalità al rialzo si potrà avere solo con la rottura dei 22.000/22.050 punti, evento che aprirà le porte ad ulteriori spunti verso l'area dei 22.400/22.500 in primis e in un secondo momento in direzione dei 22.8000/23.000 punti nella migliore delle ipotesi.

Al ribasso il primo sostegno da monitorare è in area 21.500, ma ancor più rilevante sarà la tenuta dei 21.330/21.300 punti dove l'indice ha disegnato un doppio minimo. Con la rottura di questo livello tale figura sarà negata e bisognerà mettere in conto ulteriori evoluzioni negative con primo target la soglia psicologica dei 21.000 punti.
L'eventuale abbandono di questo sostegno costringerà a spostare lo sguardo sul supporto ancor più rilevante dei 20.550/20.500 punti, che mantiene in piedi la struttura rialzista di breve del mercato.