Pessima apertura di settimana per le Borse europee che quest’oggi sono state colpite da una raffica di vendite, alimentate dalle forti incertezze politiche con riferimento in particolare alla situazione della Francia e dell’Olanda. I mercati non sono stati aiutati dalle indicazioni macro relative al settore manifatturiero in Europa, nè tantomeno dalle ultime notizie arrivate dalla Spagna, entrata tecnicamente in recessione.
A fine giornata così il Ftse100 ha ceduto l‘1,85%, mentre il Cac40 e il Dax30 hanno accusato un ribasso rispettivamente del 2,83% e del 3,36%.
A pagare il conto più salato è stata Piazza Affari che ha visto il Ftse Mib crollare su nuovi minimi di periodo, con un close a 13.849 punti, in caduta del 3,83%, dopo aver toccato un massimo a 14.214 e un minimo a 13.834 punti.
Dopo un avvio già in calo, l’indice delle blue chips ha violato l’area supportiva dei 14.000 punti, scendendo ad un passo dal sostegno successivo dei 13.800 che per il momento ha contenuto la spinta ribassista.
La caduta del Ftse Mib non sembra trovare alcun sostegno vista la facilità con cui vengono violati tutti i principali supporti. Una tendenza che porta a temere ancora il peggio, visto che la flessione dell’indice potrebbe non essere conclusa, complici anche le sempre maggiori incertezze sul fronte politico europeo.
Ulteriori discese si avranno con la perdita di area 13.800, preludio ad un test del supporto successivo dei 13.600/13.500. Qualora i corsi dovessero scivolare anche al di sotto di questa soglia di prezzo, bisognerà mettere in conto un ritorno sui minimi di settembre scorso in area 13.100, con eventuali estensioni ribassiste fin verso i 13.000 punti.