Quest'ultima giornata della settimana è stata speculare a quella della vigilia a Piazza Affari che ha vissuto una sessione tutta in salita, esattamente all'opposto di quanto accaduto ieri.
Dopo aver perso terreno in seguito alle cattive notizie macro arrivate dalla Cina, quest'oggi il mercato si è lasciato guidare sempre dal Paese del Dragone, approfittando delle indicazioni positive che hanno allentato i timori sullo stato di salute dell'economia cinese.

I prezzi alla produzione e l'inflazione hanno infatti stemperato le tensioni degli investitori, favorendo un ritorno della propensione al rischio che ha dominato la scena per l'intera giornata.
Nel pomeriggio lo shopping ha trovato in alcuni aggiornamenti macro Usa quali quello relativo alle vendite al dettaglio, che sembra aver compensato la delusione per la fiducia Michigan, scesa ai minimi da un anno nella lettura preliminare di ottobre.

Anche a Wall Street gli acquisti si sono fatti avanti, sulla scia anche di alcune buone trimestrali, con riferimento in particolare a quelle di JP Morgan e Wells Fargo che hanno avuto l'effetto di neutralizzare la negatività legata alla delusione dei conti di Citigroup.

Gli acquisti così hanno accompagnato Piazza Affari fino al close che ha visto il Ftse Mib fermarsi a 16.591 punti, a poca distanza dai massimi intraday, con un rialzo dell'1,98%.

In maniera speculare a quanto avvenuto ieri, gli acquisti si sono concentrati oggi sui finanziari e in particolare sui titoli del settore bancario. Protagonisti della giornata sono stati Banco Popolare e Banca Popolare di Milano, con un rally rispettivamente del 6,25% e del 6,08%, alla vigilia delle assemblee delle due banche chiamate ad approvare la fusione.