E' fortemente condizionata dall'incertezza sulla reale direzione che l'economia statunitense prenderà con l'arrivo di Trump la nuova stima della Banca Mondiale sulla crescita del Pil globale nel 2017.

L'istituto riconosce che alcuni punti programmatici del nuovo presidente, come il suo piano di massicci investimenti in infrastrutture o l'intenzione dichiarata di ridurre l'imposta sulle corporate, potrebbero sostenere la crescita mondiale.

Ma al contempo, avverte la Banca, la guerra commerciale a colpi di dazi che Trump ha minacciato di lanciare contro paesi come Messico o Cina  potrebbe avere l'effetto inverso e "compromettere l'attesa ripresa del commercio mondiale e degli investimenti".

Risultato: l'incognita sui programmi della nuova amministrazione USA porta la World Bank a limare rispetto alla previsione fornita l'estate scorsa le stime per l'anno in corso. 

Il Pil mondiale cresce rispetto al 2016, ma meno di quanto previsto

Stando alle nuove previsioni, il prodotto interno lordo mondiale dovrebbe aumentare nel 2017 del 2,7%; una stima che registra un'accelerazione rispetto al debole 2,3% del 2016, ma segna un arretramento dello 0,1% rispetto alle proiezioni per l'anno appena iniziato fornite dalla stessa Banca Mondiale a giugno scorso.

Nel report si mette in evidenza il peso che la "crescente incertezza sul futuro orientamento di bilancio e commerciale e sulla politica migratoria ed estera degli Stati Uniti" avrà sulla performance dell'economia a livello globale.  

Se prevarranno le parti del programma trumpiano più favorevoli alla crescita - che come messo in rilievo da una ampia platea di economisti nelle ultime settimane sono la prospettiva di un forte allentamento dei vincoli della regolazione in numerosi settori, le promesse di una riforma fiscale con significative riduzioni delle aliquote per le corporate e l'annuncio di un programma d'investimenti fino a 1000 miliardi - la crescita globale potrebbere eccedere le stime proposte.