Tutto il mondo è Paese, non c'è che dire. In un momento in cui il popolo greco è letteralmente ridotto alla fame, il rischio di guerra civile è altissimo, la bancarotta dello Stato è una realtà fin troppo palpabile, i Ministri greci si permettono il lusso di trasferire i loro ingenti capitali all'estero. Il caso è proprio quello di un parlamentare di Atene che durante il periodo più buio della crisi ha ben pensato di trasferire (legalmente) un milione di euro al sicuro in una banca straniera.

Da ripetere: l'operazione è stata fatta nel pieno rispetto delle leggi bancarie ma è ovvio che quelle morali sono state oltremodo offese sia per l'entità della somma in sé sia perchè l'autore è stato proprio uno di quelli che hanno votato le sanguinose manovre economiche che hanno ridotto il popolo allo stremo e che, magari, non ha avuto ritegno di guadagnare qul milione proprio a discapito dell'economia patria.

Il nome è attualmente coperto dall'anonimato, ma il clamore della notizia permetterà presto di renderlo pubblico. Il problema non è il singolo caso, ma che questo reso noto sia solo la punta di un iceberg fatto di tanti trasferimenti effettuati da cittadini abbienti, allarmati dalla crisi. Stime approssimative parlano di 16 miliardi, tutti soldi che, se rimasti entro i confini nazionali, non avrebbero risolto la situazione, certo, ma senz'altro l'evrebbero resa meno drammatica.

Il tutto, proprio nel momento in cui Ficht ha declassato il rating di solvenza della Grecia da C a CCC, in pratica un gradino prima di quella tragica D che è riservata ai Paesi in insolvenza certificata. Nonostante gli aiuti tanto sofferto ricevuti dall'Eurozona e costati il rischio della guerra civile.