La maggior parte degli operatori, non crede a una recessione ormai imminente, anzi, per la verità di recessione nessuno ne parla, nonstante i dati Istat affermino il contrario. La fiducia sale sulle azioni, preferite ai bond, così come anche gli industriali e gli energetici.
Il tutto perchè il vento di ottimismo ancora veleggia su Piazza Affari, dove gli analisti vedono ancora un potenziale rialzo del 10%, tanto, appunto, da rischiare sulle azioni più che sui bond. Ci sarà certo una recessione, inevitabile, ma non così catastrofica come previsto dai più pessimisti, anche grazie allo spread Bund-Btp, che non dovrebbe andare oltre i 300 punti base.
Natuarlamente ogni scenario positivo non esclude scampoli di rischio (se non di fallimento, se non altro per tutti coloro che pronosticano un drastico calo per la fine dell'anno tanto da arrivare a 200 punti).
Secondo alcune analisi di mercato, solo il 36% del planel si concentra su bond e obbligazioni, e il 50% preferisce l'azzardo borsistico, ma molti arrivano a pronosticare per il listino di Piazza Affari un rialzo anche superiore al 10% soprattutto in previsione del fatto che la zona italiana è stata al più penalizzata del 2011.
Unici contraccolpi, quelli potenzialmente provenienti dalla zona Grecia che, comunque, sebbene risolta almeno per il momento, non ha suscitato grandi entusiasmi nel panorama borsistico. Ma il dato più importante è l'abbandono del panico del 2011 e la possibilità di una gestione del caso grecia anche in situazioni estreme.
Paradossalmente la migliore prospettiva arriva dagli investimenti bond a lungo termine, ma solo per chi cerca sicurezza dal momento che si prevede un periodo complesso, fatto di ncertezze, adatto per chi se la sente di rischiare. Per tutti gli altri, attendere la scadenza dei bond e la fine della tempesta.