La ricchezza globale cresce a ritmi sostenuti, ma cresce anche l'ineguaglianza nella sua distribuzione: si allarga la forbice tra chi ha e chi non ha (l'1% della popolazione mondiale possiede la metà del patrimonio complessivo disponibile), aumenta il divario tra economie avanzate e aree marginali (Africa soprattutto), e si approfondisce anche il solco intergenerazionale tra i baby boombers e i nati nel nuovo millennio.

Sono alcuni dei dati che emergono dalla nuova edizione del Global Wealth Report della banca elvetica Credit Suisse. Secondo il rapporto, la ricchezza del pianeta, aumentata del 27% nei dieci anni seguiti alla crisi finanziaria del 2007, ha accelerato nei dodici mesi tra la metà 2016 e la metà del 2017 - grazie a un anno particolarmente favorevole per i mercati azionari ma anche per gli asset non finanziari - a un ritmo che non si registrava al 2012 (+6,4%), raggiungendo complessivamente un nuovo record di 280 mila miliardi di dollari. 

Il vertice della piramide

Al vertice di quella che la banca elvetica definisce la “piramide della ricchezza globale”, stanno i 36 milioni di abitanti del pianeta con patrimonio di valore pari o superiore al milione di dollari, che mettono insieme collettivamente 128,7 mila miliardi di dollari. Questa fascia d'élite - che rappresenta meno dell'1% della popolazione del pianeta - controlla secondo il rapporto il 46% della ricchezza globale, ma è soprattutto quella che continua a crescere di più. 

Sale il numero dei super-ricchi

“Nessuna altra zona della piramide della ricchezza è stata trasformata dal 2000" come i segmenti dei milionari e degli ultramilionari, scrive la banca, ricordando poi che la quota di ricchezza detenuta dall'1% dei più benestanti è salita dal 42,5% del 2008 all'attuale 50,1%.