Anno nuovo pensione rinnovata. O meglio allungamento del periodo lavorativo che vedranno necessari 66 anni e 3 mesi per gli uomini contro i 62 e 3 mesi per le donne. Questa la novità che la riforma messa in atto dall’attuale esecutivo e studiata dal ministro Elsa Fornero, entreranno in vigore nei primi giorni del nuovo anno.

Una riforma fortemente richiesta dalla stessa Comunità Europea ancora nei primi mesi del 2011, che dovrebbe far risparmiare alle casse statali 22 miliardi di euro nell'arco dei prossimi 7 anni.

In che modo? Sostanzialmente saranno due le strade perseguite: sia con l’estensione del periodo di lavoro, sia con il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo. Se alla fine del 2012 sono ancora usciti dal lavoro i dipendenti che hanno maturato i requisiti a fine 2011 (e poi hanno dovuto attendere i 12 mesi previsti dalla finestra mobile), dal 2013 i lavoratori dipendenti potranno lasciare il lavoro solo con le regole previste dalla riforma (continueranno ad andare ancora fino a giugno con le vecchie regole gli autonomi che hanno dovuto attendere 18 mesi per la finestra mobile).

Di fatto, dal 2013 si potrà andare in pensione di vecchiaia con almeno 62 anni e tre mesi se donne (63 anni e 9 mesi se lavoratrici autonome) e con 66 anni e tre mesi se uomini. Si potrà andare in pensione anticipata solo se si sono maturati almeno 42 anni e 5 mesi di contributi se uomini e 41 anni e 5 mesi se donne.

Per quel che riguarda le donne è previsto aumento significativo dell'età che crescerà ancora gradualmente fino al 2018 (quando sarà equiparata a quella degli uomini). Fino a tutto il 2012 sono andate in pensione di vecchiaia donne dipendenti con 61 anni (60 più uno di finestra mobile) e lavoratrici autonome con 61 anni e mezzo (60 anni più 18 mesi di finestra mobile), mentre dal 2013 bisognerà attendere per le dipendenti i 62 anni e tre mesi e per le autonome 63 anni e 9 mesi. Dal 2014 ci vorranno 63 anni e 9 mesi per le dipendenti e 64 anni e 9 mesi per le lavoratrici autonome. Per evitare il salto repentino previsto per gli anni successivi è previsto che le dipendenti che abbiano compiuto 60 anni entro il 2012 possano andare in pensione a 64 anni e 7 mesi.