Il sogno di Ripple di dare l'assalto al Bitcoin e strappargli lo scettro di re delle criptovalute si infrange contro le mura invisibili di Coinbase. 

Il crollo

XRP - la sigla sotto cui viene scambiata la moneta digitale protagonista di una ascesa portentosa nelle ultime settimane - ha ceduto nel giro di poco più di 24 ore oltre il 20% dal nuovo massimo storico di 3,84 dollari raggiunto ieri, al culmine di due settimane di rialzi prodigiosi che avevano portato a un impronunciabile +60.000% i suoi guadagni annuali; e questo dopo che i vertici della società che gestisce il principale exchange al mondo strumenti finanziari digitali hanno smentito di avere in progetto di inserirla a breve tra le coins scambiabili sulla sua piattaforma.

Proprio le speculazioni sulla possibilità che Ripple avrebbe presto raggiunto Bitcoin, Ethereum, Litecoin e Bitcoin Cash su Coinbase, godendone i vantaggi in termini di facilità di accesso al trading, erano state una - anche se non l'unica - delle ragioni con cui è stata spiegata la sua popolarità delle ultime settimane. 

Le attese deluse

Una prospettiva che gli analisti consideravano fino a questo momento non solo molto probabile ma anche imminente - il ceo di Coinbase aveva spiegato pochi giorni fa alla CNBC che molte altre "altcoins" saranno aggiunte nel 2018 - e che rappresenterebbe potenzialmente un forte fattore di spinta: una recente esperienza sull' "effetto Coinbase" si è avuta con il Bitcoin Cash, una costola del bitcoin nata mesi fa e schizzata da 1.900 a 4.100 dollari nei due giorni seguiti all'avvio degli scambi sulla piattaforma.