Nelle ultime sedute si è assistito ad uno storno dei listini azionari, accompagnato da un rimbalzo della volatilità e dello spread Btp Bund decennale, tornato intorno alla soglia dei 400 punti base.

Ancora una volta i mercati sono alle prese con i timori relativi alla situazione della Grecia, dove sempre più spesso si rincorrono voci sul possibile default. Del resto, la riunione di mercoledì sera in teleconferenza dell'Eurogruppo sul nuovo pacchetto di aiuti per Atene si è conclusa in un nulla di fatto. Tutto è stato rimandato alla prossima riunione, convocata per il prossimo 20 febbraio.

Alcune fonti Ue hanno riferito l'ipotesi di un rinvio del secondo pacchetto di aiuti alla Grecia, o di una sua suddivisione, in modo da evitare il collasso immediato del Paase, senza l'esborso integrale dei 130 miliardi di euro previsti prima delle elezioni di aprile. Non è chiaro quindi se Atene riuscirà ad assicurarsi i fondi per rimborsare 14,5 miliardi di bond in scadenza proprio il 20 marzo.

Ad appesantire il clima sui mercati ha contribuito anche la decisione di Moody's di porre sotto osservazione il rating di 114 banche (oltre una ventina le italiane, il gruppo più numeroso) di 16 Paesi europei, spiegando che, una volta terminata la revisione, i giudizi rispecchieranno pienamente le attuali previsioni negative di dinamica del credito. L'agenzia ha inoltre ridotto di uno o due notch il giudizio su diverse compagnie di assicurazione, esposte all'Italia e alla Spagna, fra cui Unipol e Generali.

A questo si aggiungono i dati macro poco confortanti sulla produzione industriale americana, risultata nulla in gennaio contro attese di una crescita dello 0,7%, e gli ultimi dati sulla crescita del 4Q11 dei Paesi dell’Eurozona, che ha ufficializzato la recessione tecnica (due trimestri con segno negativo) per Italia, Spagna, Belgio, Grecia e Portogallo.