Il verdetto unanime degli economisti interpellati da Reuters è che nessuna banca cambierà il suo atteggiamento. L'ambiente, tuttavia, si sta spostando, anche se le incertezze aumentano soprattutto con una BCE che deve tenere d'occhio l'euro. Infatti, con la crescita globale che langue, la performance relativa agli esportatori in euro, ha detto Daniel McCormack, stratega di Macquarie a Londra potrebbero avere un duro colpo.
"L'euro è salito in maniera significativa, e nel contesto di ciò che il Giappone sta facendo e il desiderio della Fed per mantenere il dollaro verso il basso la sua forza avrà un certo impatto", ha ha detto. La Francia ha già lamentato la salita dell'euro e la Germania ha accusato il Giappone per promuovere uno yen più debole. Ma paradossalmente per Goldman Sachs le mosse strategiche sui tassi di interesse sono ancora lontane visto che il vigore della moneta è in gran parte dovuto al miglioramento notizie economiche e finanziaria della zona euro. Dopo la giornata di oggi forse la view degli esperti potrebbe cambiare.
Ad ogni modo, per il momento, gli economisti della banca hanno riconosciuto, tuttavia, che "Mentre la crescita globale è in ripresa e la domanda aumenta, le preoccupazioni per l'apprezzamento potrebbero essere immotivate”.
Ma un rafforzamento dell'euro in un'economia stagnante globale rischia di indurre gli esportatori tedeschi a cambiare la loro “soglia del dolore” visto che la loro economia è ancora fortemente basata sull’export e i primi risultati (negativi) sono già stati evidenziati dallo stesso ministro delle Finanze il quale ha palesemente dichiarato che la crisi dell’Europa non è affatto finita, anche se la situazione generale è senza dubbio migliorata rispetto a un anno fa.
