L’Istat fa di tutto per far tornare ottimismo sulla Borsa italiana, oggi ha anche comunicato che nel terzo trimestre il nostro Pil è salito di mezzo punto percentuale, ma non è bastato, L’indice di riferimento della Borsa milanese, il Ftse Mib (-0,52%), ha terminato in ribasso per l’ottava seduta di fila.

Ma la cosa che forse più preoccupa è che in tutte queste ultime otto sedute il valore di chiusura è risultato inferiore rispetto a quello di apertura, segno inequivocabile che alcuni investitori istituzionali si stanno alleggerendo proprio a Piazza Affari.

Anche gli altri principali indici di Borsa europei hanno terminato la seduta in territorio negativo, Parigi (-0,5%) e Francoforte (-0,3%) han lasciato sul terreno qualche decimo di punto percentuale, mentre Londra (-0,0%) è scesa frazionalmente sotto la linea della parità soltanto negli ultimi secondi di contrattazione.

Alcuni titoli del nostro indice principale stanno vivendo momenti difficili, per non dire drammatici, mi riferisco in particolare a Banca MPS (-6,33%) la cui parabola discendente è perlomeno deprimente, dopo tutti i mesi di sospensione ed i miliardi di euro pubblici iniettati nell’Istituto senese vedere il titolo crollare giorno dopo giorno, per gli azionisti … deve essere angoscioso.

E che dire di Leonardo (-4,82%) arrivato, dopo nove sedute ribassiste di fila sull’orlo di quota 10 euro, un livello pazzesco se pensiamo che poco più di un mese fa il titolo aveva superato quota 16 euro. Ma sul titolo i downgrades ormai si sprecano, oggi è arrivato anche quello di Kepler Cheuvreux, al peggio non c’è fine.

La maglia nera di giornata, tuttavia, spetta a Saipem (-7,07%) che paga a caro prezzo la giornata nera dei petroliferi e soprattutto l’uscita dall’indice MSCI Global Standard, al suo posto è entrato un titolo che, al contrario, da diversi anni regala soddisfazioni ai propri azionisti, sto parlando di Campari (+2,33%).