I fallimenti delle trattative per formare il nuovo governo in Grecia e le accresciute possibilità di uscita dall’euro influiscono negativamente destabilizzando un po’ tutti in mercati, fra questi anche quello delle commodities.
Oltre che per le incertezze greche il Brent risente delle esternazioni del ministro dell’Arabia Saudita, paese di fondamentale importanza nella produzione petrolifera, il quale ha affermato che 100 dollari al barile sarebbe il prezzo adeguato per il petrolio.
L’IEA (International Energy Agency) ha pubblicato l’oil market report mensile, nel documento si delinea un mercato mondiale del petrolio sempre più teso a causa della crescita nelle stime della domanda e i rischi geopolitici sono visti come sostenitori del prezzo del petrolio ad alti livelli. Sempre l’Agenzia Energetica Internazionale vede un consumo di petrolio a 90 milioni di barili al giorno in crescita di quasi l’1%. Le riserve dei paesi OCSE (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) in marzo sono cresciute a 2.6 miliardi superando la media a 5 anni. Sempre stando al report IEA nel mese di aprile la produzione iraniana è rimasta stabile a 3.3 milioni di barili al giorno, le esportazioni sono calate per la riduzione della domanda in Europa, Giappone e Corea. I minori acquisti sono stati in parte compensati da aumenti di Turchia e Sud Africa, la restante parte è rimasta accumulata nei depositi.
Dopo avere brevemente discusso sui principali trigger del mercato petrolifero globale volgiamo ora lo sguardo a una delle principali società italiane attive nell’oil la Saras.
Saras
Questa mattina a Milano sono stati annunciati agli investitori i dati relativi al primo quarto del 2012. Il gruppo ha registrato ricavi per 3.115 milioni di euro in crescita del 17% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. L’incremento è stato generato dal comparto Refining (raffinazione) significativamente influenzato dagli alti livelli di prezzi dei diversi prodotti petroliferi (diesel e benzina). Nonostante i ricavi in forte crescita l’EBITDA (-64%) e L’ EBIT ( -76%) hanno subito pesanti contrazioni rispetto allo stesso quarto del 2011. La causa principale del calo degli indicatori di profittabilità è dovuto ai cicli di manutenzione degli impianti posti in essere nel periodo oggetto di analisi. Anche i margini molto bassi hanno influenzato la brutta performance del IQ. La posizione finanziaria del gruppo è notevolmente migliorata rispetto al dicembre 2011, l’indebitamento finanziario netto si ferma a 473 milioni di euro contro i 653 registrati a fine anno.
