“L’oro ha chiuso il 2011 con un ritorno annuale del 9% in dollari (il 12% in euro, ndr.), ed è stato uno dei pochi assets con una performance positiva”. Chi parla è Simona Gambarini, economista di Etf Securities, società leader a livello mondiale nel segmento degli ETF e delle ETC. “Rimaniamo positivi sul trend del metallo giallo – aggiunge - tornato a brillare in questi giorni, ma ora può essere il momento per prendere posizione sulle azioni aurifere, i cui fondamentali appaiono sottovalutati sotto vari profili”. In effetti, dopo la pesante discesa da agosto in poi (-18%, dal picco di quota 1920 dollari), nelle ultime ore, complice la posizione assunta da Ben Bernanke in materia d’inflazione, sul metallo giallo sono tornati forti acquisti.

Dr.ssa Gambarini, come spiega la pesante discesa dei mesi scorsi?

Vi sono stati alcuni elementi che hanno influenzato i corsi in maniera negativa. Un fattore importante è stato l’aumento dei margini richiesti agli investitori sul CME, saliti del 70%, un fenomeno che aveva già provocato il crollo dell’argento nel maggio precedente. Poi, altrettanto importante, l’apprezzamento del dollaro Usa, percepito in funzione di bene rifugio. Altrettanto, si è osservata una fuga verso il cash o il parcheggio di obbligazioni ritenute sicure, in un processo di “investor deleveraging”.

E adesso?

La correlazione tra l’oro e le altre categorie d’investimento a maggior rischio, ad esempio un indice come l’S&P500, è aumentata con la diminuzione della liquidità in diversi mercati e l’aumento della propensione verso investimenti obbligazionari e a basso rischio. Poi l’oro si è riallineato alla sua media mobile a 200 giorni, e la correlazione con il dollaro è diventata meno negativa. Questo ci permette di ipotizzare potenziali futuri rialzi per il metallo giallo.