La settimana si è chiusa in bellezza per Telecom Italia che insieme alle altre blue chips ha partecipato al forte recupero di Piazza Affari dopo l’affondo subito alla vigilia. Il titolo, che ieri aveva archiviato la seduta con una perdita di oltre sei punti e mezzo percentuali, quest’oggi è riuscito a risalire la china con decisione. Le azioni dell’ex monopolista italiano hanno terminato gli scambi a quota 0,669 euro, con un rally del 5,44% e oltre 86,5 milioni di titoli transitati sul mercato a fine giornata, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 92,5 milioni di pezzi.
A spingere in avanti Telecom Italia ha contribuito quest’oggi anche la decisione dell’Anatel, l’Authority brasiliana per le telecomunicazioni, di rimuovere il divieto relativo all’erogazione di servizi tlc, comminato lo scorso 23 luglio a tre operatori, tra cui TIM Participacoes, controllata di Telecom Italia.
Una buona notizia che è stata accolta con favore dal mercato, anche se gli analisti di Banca Akros segnalano che i recenti accadimenti relativi a TIM Participacoes dovrebbero avere un impatto modesto, circa il 10% della clientela prevista per il trimestre in corso, cui si aggiunge però un danno sul piano della reputazione, che però è difficilmente quantificabile.
Gli analisti confermano la loro view positiva su Telecom Italia, anche se la notizia riguardante la decisione dell’Anatel era ampiamente prevista. Per Banca Akros il titolo è da accumulare in portafoglio, con un prezzo obiettivo a 1,05 euro.
Non sono dello stesso avviso i colleghi di Nomura che invitano a ridurre l’esposizione di Telecom Italia in portafoglio, con un target price rivisto da 0,86 a 0,8 euro. Gli analisti sono pessimisti sul mobile domestico di Telecom Italia e sulle operazioni in America latina, motivo per cui sono state ridotte le stime sul gruppo e in particolare la previsione sull’Ebitda organico è stato ridotto dell‘1,4% quest’anno e del 2,6% per il prossimo. Il broker giapponese ritiene che il gruppo telefonico possa ancora raggiungere gli obiettivi previsti per quest’anno, anche se in Brasile attualmente si è molto al di sotto dei target stimati. Si conferma sfidante peraltro l’obiettivo di ridurre la leva finanziaria, visto che Telecom Italia può ricavare ulteriori 1,25 miliardi sul capitale circolante nella seconda metà dell’anno, ma questo non permetterà di raggiungere l’obiettivo prefissato.