Ieri una seduta piuttosto anonima, sia in Europa che in USA, dovrebbe aver raggiunto il massimo settimanale ed iniziato quella correzione che gli eccessi grafici del 2018 invocano come la più naturale delle cose.

Il condizionale è d’obbligo, perché supporre un comportamento logico da mercati che di logiche conoscono solo quella del rialzo infinito, è quasi temerario, come prevedere che il prossimo tweet di Trump sia gentile e positivo.

La seduta passata ha segnato l’ennesimo massimo storico da parte degli indici USA, che finora non hanno ancora vissuto una seduta del 2018 senza ritoccare il record precedente. Ma alle 20 è scattata una secca presa di beneficio che ha restituito quasi tutto il modesto rialzo accumulato nella prima parte della seduta ed evidenziato il possibile passaggio dello scettro direzionale dalle mani dei compratori a quelle dei venditori. La cautela è d’obbligo, ma oggi potrebbe essere, per l’indice SP500, la prima seduta dell’anno col segno negativo e senza record, avviando una correzione assolutamente fisiologica e salutare per ripulire il mercato da un po’ degli eccessi euforici che ha accumulato dallo scorso agosto.

Il 21 agosto partì infatti, l’attuale lunghissimo ed esaltante rally che in quasi 5 mesi ha realizzato un rialzo del 14% circa e non ha ancora effettuato alcuna correzione superiore ai due punti percentuali.

Se la dovesse fare ora non ci sarebbe assolutamente nulla di strano. 

Anche l’azionario europeo ha percepito il possibile rallentamento americano ed ha vissuto la tipica seduta stile “vorrei ma non posso”. Vorrebbe scavalcare con decisione la resistenza di 3.620, che impedisce ad Eurostoxx50 di puntare ad attaccare il massimo del 2017 di 3.709. Ma non è riuscito a spiccare il salto ed ha finito la seduta a 3.622 punti (+0,23%), che è sopra la resistenza, ma troppo poco per essere un breakout convincente.