In piena crisi con la Corea del Nord, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha voluto dare un segnale di minaccia contro un avversario che in molti giudicavano sproporzionatamente debole: inviare nel sud est asiatico tre portaerei oltre ad una serie di navi che lo stesso Trump volle paragonare all'Invincibile Armada spagnola, un azzardo storico non felice vista la fine che poi l'originale fece a suo tempo.

La paura... passata

Il mondo ha tremato dando la colpa della crisi all'atteggiamento di un capo di stato, Kim Jong Un che, con la sua spavalda arroganza, costringeva un altro capo di stato, noto ai più per la sua impulsività, a mettere sul tavolo l'opzione militare proprio poco dopo aver dato un assaggio bombardando la Siria solo qualche giorno prima.

Peccato, o per fortuna, che qualcuno tra gli ammiragli della U.S. Navy, abbia preferito ignorare le parole del numero uno della Casa Bianca e non abbia inoltrato l'ordine. Risultato: la famosa Armada di cui aveva parlato Trump, ha continuato a viaggiare nella direzione opposta a quella per la Corea del Nord e avvicinandosi alle coste australiane per l'esercitazione programmata a quasi 6mila chilometri di distanza. Placidamente. Da qui la domanda: chi ha sbagliato? 

Casa Bianca: reputazione in pericolo  

Una svista che da un lato è stata provvidenziale, visto il tono infuocato della polemica tra le due nazioni e soprattutto i risvolti che ci sarebbero stati vista la protezione che la Cina, da anni, esercita sulla Corea del Nord, protezione che, per quanto allentata, resta sempre una punto interrogativo ancora da valutare in casi di attacco di Pyongyang da parte di Washington. Ma una svista che ha reso il tutto quasi ridicolo: da una parte il dittatore nordcoreano con le sue manie di grandezza per una nazione che non può vantare nulla al di fuori della propria estrema e disperata povertà, dall'altra la prima potenza militare al mondo il cui capo non è minimamente ascoltato dal suo esercito. Al centro, una stampa che non si è minimamente accorta di nulla fino ad oggi ma che, ennesimo paradosso, è stato il solo motivo per cui, dopo la scoperta dell'inghippo, ci si è decisi finalmente a cambiare rotta. E Pyongyang ringrazia.