Tutto sommato la nostra Borsa ha tenuto in un contesto decisamente negativo, alla fine per il nostro indice principale aver perso un punto percentuale dopo che alla vigilia il rialzo era stato quasi doppio, può ritenersi un successo.

Se poi ci guardiamo in giro soltanto Francoforte ha avuto un ribasso inferiore al nostro, Londra e Parigi hanno subito perdite maggiori, quindi nessun dramma, anzi.

Ma è inutile girarci intorno, tutti gli occhi erano puntati lì, sull’ultimo titolo in ordine alfabetico del nostro Ftse Mib (-1,02%), come è andata? Beh Unicredit (-4,50%) ha terminato le contrattazioni in fondo alla classifica odierna, ma a nostro avviso non è stata né una resa né una disfatta.

E motiviamo anche il nostro giudizio, pronti via ed il titolo va in picchiata, scende sotto quota 3,6 lasciando sul terreno più di 6 punti percentuali, e non è ancora trascorsa un’ora dall’inizio delle contrattazioni. A questo punto, fra gli innumerevoli piccoli azionisti, alzi la mano chi non pensava che a breve sarebbe stato sospeso per eccesso di ribasso, ed invece?

Invece partiva un’impressionante ondata di acquisti che riportava il titolo in territorio positivo era mezzogiorno a Milano, e molti hanno pensato fosse un mezzogiorno di fuoco. Non lo è stato. Il titolo è tornato quasi immediatamente in rosso e ci è rimasto per il resto della seduta, un deterioramento delle quotazioni quasi continuo lo faceva terminare a 3,65 euro, quota con la quale termina le tre settimane di aumento di capitale.

Ricordate la partenza? Chiusura rettificata di venerdì 6 gennaio 2,622 per l’azione, aggiungiamo mezzo diritto (0,6795) e troviamo così 3,3015. Siamo sopra e di un 10,55% insomma dai, non è andata male, da lunedì inizia il secondo tempo di questa partita.