La partenza sulla parità lasciava presagire una seduta di consolidamento dopo il rimbalzo della vigilia, ma ben presto si è capito che il mercato voleva alleggerirsi di nuovo e le vendite sono arrivate copiose.

A quel punto era chiaro che solo Wall Street avrebbe potuto frenare la discesa, così, purtroppo, non è stato e la seduta si è tristemente conclusa sul minimo di giornata.

Londra (-1,5%) ha contenuto le perdite, mentre le altre principali Piazze del Vecchio Continente han lasciato sul terreno oltre due punti percentuali: Parigi (-2,0%) e Francoforte (-2,6%).

Il nostro Ftse Mib (-2,26%) si è aggrappato ai titoli bancari che nella prima parte della seduta rimanevano in territorio positivo, ma col passare del tempo molti di loro hanno dovuto alzare bandiera bianca.

Sono rimasti al di sopra della linea della parità Unicredit (+2,10%), la controllata Finecobank (+0,31%) e Banco BPM (+0,31%).

I conti di Unicredit hanno centrato le attese ed il mercato ha particolarmente apprezzato la proposta di dividendo a 32 centesimi di euro. L’utile netto (5,47 miliardi) ha battuto le stime degli analisti (5,19 miliardi), ed anche i ricavi, che si sono attestati appena sotto la soglia dei 20 miliardi di euro, sono risultati in crescita (+1,7%) rispetto allo scorso anno.

Per il resto le vendite hanno particolarmente affossato Recordati (-8,06%) sui minimi degli ultimi 10 mesi. Il titolo è crollato dopo aver diffuso i dati preliminari del 2017 e le stime per il 2018.

Conti deludenti anche per Buzzi Unicem (-6,19%), le ultime otto sedute per il titolo cementifero sono state agghiaccianti (-15%).

Febbraio da brividi anche per Stmicroelectronics (-5,75%), ma occorre ricordare che il titolo è reduce da un trend rialzista davvero stupefacente.

Ed a proposito di alta volatilità concludiamo il commento alla giornata in Borsa sottolineando le vendite piovute sui titoli della galassia Agnelli: Fiat Chrysler (-4,83%), Cnh Ind. (-4,61%) ed Exor (-4,06%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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