Anche nella seduta odierna ciò che dovevano dire i principali indici lo hanno detto nella prima ora di negoziazione, partenza in territorio negativo, recupero quasi immediato fin sopra la parità e ripida discesa verso il minimo di giornata, il tutto come detto in 70/80 minuti.

Da qui un graduale recupero al quale ha contribuito la partenza di un mercato americano, meno negativo rispetto alle previsioni, che ha così rasserenato gli animi.

Ancora i bancari assoluti protagonisti a Piazza Affari, stavolta, però sia in positivo, con Banco Popolare (+3,11%), Banca MPS (+2,61%), Ubi Banca (+1,81%) e Unicredit (+1,60%) che in negativo, con Intesa Sanpaolo (-2,37%), Banca Popolare di Milano (-1,82%) e Mediobanca (-1,02%).

Abbiamo poi assistito a pesanti prese di beneficio su Buzzi Unicem (-5,14%) per la quale è risultata fatale la quota di 9 euro che sembrava ormai alla portata. Stessa storia per Autogrill (-4,46%), mentre Tenaris (-3,09%) conferma un periodo difficile e si allontana decisamente da quota 15 euro.

Giornata di realizzi su tutta la galassia Agnelli, in particolare Fiat Ind. (-2,82%) alla quale è risultato fatale il livello degli 8 euro, poi Fiat (-2,06%) ed Exor (-1,33%).

Torniamo a parlare di prese di profitto per Parmalat (-2,55%) dopo tre sedute decisamente brillanti.

Ma rivolgiamo l’attenzione di nuovo alla parte alta della classifica, dopo le due Popolari troviamo il rimbalzo di Telecom (+1,88%) che ferma così la propria discesa.

Continuano invece imperterriti a risalire la china sia Salvatore Ferragamo (+1,74%) tornato sui massimi dell’ultimo anno che Diasorin (+1,61%) di nuovo intorno ai valori che faceva segnare ad ottobre.

La mancanza di dati macro e la sostanziale stabilità del comparto valutario, fan sì che si possa tranquillamente parlare di una seduta interlocutoria, ma un certo timore aleggia nelle sale operative.