Nell’asta di chiusura il nostro indice principale ha ritrovato quota 22.000 punti, da oltre 600 giorni il Ftse Mib (+0,43%) non superava questo livello. Continua così il trend rialzista iniziato alla fine dello scorso mese di novembre.

Anche oggi il nostro indice di riferimento ha sovraperformato i maggiori listini del Vecchio Continente, Londra (+0,3%) è tornata ad un soffio dal proprio massimo assoluto, Parigi (+0,0%) ha terminato praticamente invariata, mentre Francoforte (-0,3%) ha visto ancora prevalere le vendite.

A trainare il nostro Ftse Mib di nuovo Unicredit (+2,57%) sui massimi degli ultimi 16 mesi, il titolo, nell’anno in corso, sta mettendo a segno un’eccellente performance (+33,9%) e sembra non aver terminato la propria forza propulsiva.

Non è da meno Banco BPM (+2,52%) che ora ha come obiettivo quota 3,5 euro. Terzo gradino del podio per Poste Italiane (+1,39%) che si è ripresa bene dopo la scoppola di giovedì scorso.

Prosegue il buon momento di Telecom Italia (+1,09%), ma la palma di titolo del giorno spetta ancora a Finecobank (+1,07%) che ritocca il proprio record storico superando per la prima volta in chiusura anche quota 7,5 euro.

Sul fondo ancora Tenaris (-1,48%) in crisi nera il titolo perde anche quota 12 euro, siamo sui minimi dello scorso novembre, urge un rimbalzo consistente.

Qualche presa di profitto dopo l’exploit della vigilia per Bper Banca (-1,35%) unico titolo del settore a terminare la giornata in rosso e non dà seguito al rimbalzo di venerdì Luxottica (-1,08%) che paga a caro prezzo il minidollaro.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro