La Borsa italiana è stata la sola, fra le Piazze del Vecchio Continente, a concludere la giornata con un rialzo. Nella prima parte della seduta il guadagno era decisamente maggiore, poi Draghi …

Ecco, cosa ha detto Draghi?

Nulla di nuovo (ve lo avevamo preannunciato), il mercato però ha reagito in maniera negativa quando il Presidente della Bce ha affermato che “la Bce non ha come obiettivo i tassi di cambio. La Bce guarda all’inflazione”. Ha detto quindi un’ovvietà, ma confermando che la Bce, di fatto, è una Banca Centrale che opera con “un braccio ingessato”.

Questa ammissione di debolezza ha convinto i mercati azionari ad alleggerirsi, con l'euro che è schizzato oltre quota 1,25 nei confronti del dollaro. Alla fine il Dax (-0,9%) di Francoforte ha perso quasi un punto percentuale, il Ftse100 (-0,4%) di Londra quasi mezzo punto ed il Cac (-0,2%) di Parigi due decimi di punto, e tutto questo mentre Wall Street continua imperterrita a salire.

Il nostro Ftse Mib (+0,41%), invece, è tornato a crescere dopo un paio di battute a vuoto, inviando un messaggio rialzista soprattutto per la buona vena del comparto bancario, di quello assicurativo ed del risparmio gestito.

In vetta alla classifica odierna troviamo Unipol (+2,86%) che ha iniziato il 2018 davvero alla grande (+14,0%), il titolo potrebbe dare la scalata verso i massimi relativi del 2014/2015. Bene anche la “sorellastra” UnipolSai (+1,85%) che è rimasta però ai piedi del podio superata dalle performances di Unicredit (+2,20%) e Bper Banca (+1,99%).

Hanno completato la festa dei titoli bancari Banco BPM (+1,45%), Ubi Banca (+1,38%) ed Intesa Sanpaolo (+1,30%), mentre Mediobanca (-0,65%) è incappata nel terzo ribasso di fila.