E’ cominciato o sta finendo il trend rialzista? Questa è il quesito che ci lascia in eredità la settimana di Ferragosto.
Una seduta soporifera quella alla quale abbiamo assistito oggi, lo S&P500 è rimasto praticamente tutta la giornata “entro due punti”, poi proprio nei minuti finali ne ha guadagnato un altro.
Da un lato dovremmo quindi essere soddisfatti per aver chiuso con l’ennesimo rialzo (seppur di nuovo molto contenuto) anche l’ultimo giorno della settimana, dall’altro, però, non si può non notare come i listini a stelle e strisce sembra abbiano il fiato corto.
D’altronde siamo sui massimi da cinque anni a questa parte, ciò significa che siamo tornati ai livelli pre-crisi, e , per quanto riguarda il Nasdaq siamo ai massimi da oltre 10 anni.
Se pensiamo che tutto questo si sta realizzando in un contesto che viene unanimemente definito di crisi economica globale dovremmo essere preoccupati, la domanda che nasce spontanea infatti sarebbe: siamo seduti su una bolla? (ovviamente mi sto riferendo al mercato statunitense).
DJ, S&P500 e Nasdaq dove sarebbero senza gli “aiutini” della Fed? E quando verranno allentati cosa accadrà? Il mercato finanziario statunitense è drogato?
Tutte domande le cui risposte potrebbero anche sembrare scontate, ma personalmente sono dell’idea che necessitino di argomentazioni serie e le critiche “a posteriori” sono sempre di comodo.
Ad esempio io ho sempre sostenuto che i tassi non andrebbero mai azzerati, come invece è stato fatto negli Stati Uniti, ma obiettivamente occorre anche mettersi nei panni di Bernanke, se in altri modi non ottieni i risultati sperati … azzeri i tassi e buonanotte.
Almeno non potranno dire che … “potevi fare di più”.
