Gli Stati Uniti e la Cina, le due principali economie a livello globale, sembrano entrare in una nuova era per quanto riguarda le relazioni economiche e commerciali - spiega Matt Miller, Economista politico di Capital Group -. Con l'annuncio delle tariffe previste sulle importazioni di acciaio e alluminio, il 1° marzo, i funzionari statunitensi hanno effettuato il primo passo in quelle che saranno senza dubbio trattative controverse. Sebbene queste tariffe specifiche coinvolgano molti paesi, tra cui alleati quali Canada ed Europa, gli investitori dovrebbero concentrarsi sulla Cina, che nei mesi successivi rappresenterà la fonte maggiore di controversie.

Si tratta di una fase sostanzialmente nuova degli scambi commerciali Usa – Cina, tuttavia non bisogna dare per scontato che lo stile di negoziazione insolito e aggressivo del presidente preceda un’impetuosa guerra commerciale che sarebbe dannosa per entrambe le parti. Gli eventi che si stanno verificando non precludono infatti la possibilità di un nuovo equilibrio commerciale nei prossimi anni. Tuttavia, mentre ciascuna delle parti studia l’altra e ne mette alla prova la tempra e i veri obiettivi, è probabile che attraverseremo un periodo destabilizzante con uno “scambio di fendenti” che potrebbe innervosire i mercati e le società coinvolte nel fuoco incrociato. La Cina cercherà di offrire il minor numero possibile di concessioni che agevolino il presidente, mentre l’ultima parola di Trump sembra al momento (di proposito) incerta.

L’obiettivo di queste tariffe globali è la nota sovrapproduzione d’acciaio cinese; tuttavia, è quasi certo che l’amministrazione adotterà ulteriori misure per puntare più direttamente, nei prossimi mesi, alle pratiche cinesi, sia commerciali che di altro tipo - spiega Matt Miller -. Tali misure comprendono la presentazione di nuovi casi presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’imposizione di ulteriori tariffe, l’istituzione di nuovi requisiti sulla reciprocità in materia di investimenti e/o l’emanazione di nuove restrizioni ai visti.