Il vero problema per gli Stati Uniti non è la Grecia in sè, ma le conseguenze dell’atteggiamento europeo in seguito a una sua caduta. E l'incertezza sul futuro della Grecia nella zona euro è in aumento esponenziale. Con il default Grecia, la ricaduta in termini di costi sulle altre economie europee, sarà molto grave e le ripercussioni sull’andamento finanziario degli Stati Uniti, pesanti.

Non solo, ma il salvataggio simultaneo di più economie arretrate, come l'Italia e la Spagna, rischia di zavorrare ulteriormente la ripresa (già di per sè assente) e pone altri e seri problemi per Obama, le cui possibilità di essere rieletto devono considerare anche quest’opzione.

Fino a prova contraria, la Grecia dà un apporto minimo all’economia globale europea, a prescindere dalla sua situazione attuale, ma soggetti più forti come la Spagna, ad esempio, sono entità notevoli, la cui caduta potrebbe essere anche più pericolosa.

Tornando al di là dell’Oceano,l'esposizione delle banche statunitensi al debito sovrano greco ammonta a solo circa 5,8 miliardi di dollari, una cifra irrisoria soprattutto se si considera che il sistema di credito americano può contare su colossi come JP Morgan la cui recente perdita di oltre 5 miliardi è stata descritta dal suo CEO come un semplice “sfioramento dei conti".

l problema nasce per Spagna e Italia con cifre che vanno dai 50 miliardi di dollari per la prima, 66 miliardi dollari per la seconda oltre, se si vuole aggiungere, ai 6,6 miliardi dollari per il Portogallo.

Ma tutto questo non si avvicina nemmeno lontanamente a coprire i rischi che si creano per il sistema bancario americano davanti all’eventualità di un collasso disordinato dell'euro, che alcuni dicono inizierà con una uscita della Grecia.