Prima la novità era l'ecommerce, adesso è l'ecommerce integrato con il vecchio modello di vendita al dettaglio. La prima "sfida" era arrivata qualche tempo fa proprio da Amazon che qualche tempo fa aveva trovato l'idea di aprire una libreria fisica, ritornando al suo primo nucleo di vendita.

Il caso Alibaba

Adesso è il turno della società che di Amazon è la diretta concorrente e che è l'azienda più capitalizzata del continente asiatico con una liquidità di 360 miliardi di dollari con una quotazione che a Wall Street ha recentemente toccato i 170 dollari ad azione: Alibaba. Sarà infatti il gigante del commercio elettronico made in China a dare il via ad un colosso di 40mila metri quadri di terreno distribuiti su cinque piani e chiamato, non a caso, More Mall. All'interno dell'edificio ci saranno prodotti di marchi presenti su Alibaba e anche brand internazionali. Ma la rivoluzione arriverà dal fatto che ogni prodotto sarà digitalizzato e registrato sulla app, il che permetterà al cliente di leggere le informazioni del prodotto e pagarlo direttamente via web con il sistema Alipay, vera e propria carta di credito legata al sistema di finanziamento Alibaba, una differenza netta rispetto al pagamento fatto da Apple che è solo un tramite con la banca di riferimento del cliente. Non solo, ma l'altra opzione è quella che permette al cliente di ordinare l'oggetto via Internet e ritirarlo al punto vendita More Mall.

La view degli esperti

Tutti fattori positivi che hanno spinto gli esperti, e tra questi Sean O'Reilly, a guardare con estremo favore al titolo di Jack Ma anche e soprattutto sul lungo periodo. Come sottolinea il report di O'Reilly, i risultati del trimestre di Alibaba, resi noti il 17 agosto di quest'anno, non sono stati nulla di eccezionale per quanto superiore alle attese, ma hanno permesso le speculazioni più varie. Numeri alla mano, tra Aprile e Giugno la società cinese ha registrato ricavi record pari a 7,51 miliardi di dollari (+56% rispetto allo stesso periodo del 2016) con un aumento delle vendite distribuito su tutte le aree, come confermato anche dall’Amministratore Delegato del gruppo, Daniel Zhang, in particolar modo sul segmento cloud (96%). ottimo anche il risultato netto(+96%), pari a 2,17 miliardi di dollari su base annua ed un utile per azione che è arrivato a 1,17 dollari invece di 0,94 dollari delle previsioni. Un risultato che arriva anche grazie a un modello di business più redditizio: si è detto spesso che Alibaba è il diretto concorrente di Amazon ma per alcuni è più simile a eBay dal momento che il rivenditore cinese è solo un intermediario, il che permette di evitare le onerose spese di magazzino mentre quello statunitense vende e spedisce direttamente la merce. Dimostrazione di ciò arriva proprio dalle cifre del'anno fiscale 2016 in cui il margine lordo di Amazon è risultato pari al 36% mentre quello di Alibaba era del 63,5%, un risultato che l'aggiunta del servizio cloud non ha fatto altro che migliorare. Le prospettive? per gli analisti di di Nomura sono ottime visto che hanno portato il target price da 170 a 201 dollari, ancora poco se confrontato con quanto fatto da Deutsche Bank che da 201 ha alzato l'asticella a 208 dollari mentre Daiwa Capital Markets la fissa a 205 e Raymond James salta addirittura su 220 dollari di obiettivo.