La chiusura negativa di venerdì scorso sarà seguita quest'oggi da una ripresa degli acquisti sulla piazza azionaria americana. I futures sui principali indici viaggiano al di sopra della parità e vedono il contratto sull'S&P500 in guadagnato dello 0,69%, preceduto da quello sul Nasdaq100 che si apprezza dello 0,76%.

Il mercato sta provando ad incrementare ulteriormente i guadagni dopo la diffusione dei primi due dati macro di oggi.
A deludere è stato l'indice New York Empire State Manufacturing, che misura l'andamento dell'attività manifatturiera nell'omonima area, visto che ad aprile si è attestato a 15,8 punti, in calo rispetto ai 22,5 punti di marzo. L'indicazione odierna ha deluso le attese degli analisti che si erano preparati ad un ribasso meno marcato a 20,1 punti. 

Meglio del previsto invece le vendite al dettaglio che a marzo hanno registrato una variazione positiva dello 0,6% in netto recupero rispetto al calo dello 0,1% precedente. Il dato ha battuto le attese del mercato che puntava ad un incremento meno marcato dello 0,3%.
Al netto della componente auto si è avuto un rialzo delo 0,2%, in linea con la lettura di febbraio e con le stime degli analisti.

Gli investitori attendono di conoscere altri due aggiornamenti macro che saranno diffusi a mercati aperti. Si tratta delle scorte delle imprese che a febbraio sono viste in positivo dello 0,5% rispetto allo 0,6% precedente, mentre l'indice Nahb di aprile dovrebbe rimanere invariato a 70 punti. Da segnalare alle 19,15 ora italiana un discorso di Raphael Bostic, presidente della Fed di Atlanta.

Al momento il mercato sembra aver già metabolizzato la notizia relativa all'attacco contro la Siria avvenuti tra il 13 e il 14 aprile da parte di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia.
Anche sul fronte valutario non ci sono state particolari ripercussioni, con il dollaro che si muove poco sotto la parità rispetto allo yen, a quota 107,29, ma il biglietto verde arretra con pùi decisione nei confronti dell'euro che sale a 1,2372.
Prese di profitto sul petrolio che scende in direzione dei 66,5 dollari al barile, mentre l'oro viaggia in lieve calo a ridosso dei 1.346 dollari l'oncia.