L'ultima seduta della settimana dovrebbe partire in maniera contrastata per la piazza azionaria americana che, dopo i recenti rialzi, sembra intenzionata a cedere il passo ad alcune prese di profitto, almeno con riferimento all'high-tech. Il future sull'S&P500 viaggia in rialzo dello 0,13%, mentre quello sul Nasdaq100 scende dello 0,11%.

Il mercato si è indebolito dopo la diffusione dei primi due dati macro di oggi che hanno visto le vendite al dettaglio registrare a dicembre una variazione positiva dello 0,4%, in frenata rispetto alla rilevazione precedente rivista verso l'alto da +0,8% a +0,9%. L'indicazione odierna si è rivelata in linea con le stime.
Al netto della componente auto si è avuto un progresso dello 0,4%, in frenata rispetto all'1% di novembre e poco sotto le stime che parlavano di un rialzo dello 0,5%. 

Non ha sorpreso l'inflazione che a dicembre ha evidenziato un rialzo dello 0,1%, in frenata rispetto allo 0,4% precedente e sotto le previsioni degli analisti che puntavano ad un rialzo dello 0,2%.
Diverso il discorso per la versione "core", depurata cioè delle componenti più volatili quali alimentari ed energia, che è salita dello 0,3% rispetto allo 0,1% di novembre e allo 0,2% atteso dal consensus.

Gli investitori attendono di conoscere un altro aggiornamento macro che sarà diffuso mezz'ora dopo l'avvio degli scambi. Si tratta delle scorte delle imprese che a novembre dovrebbero salire dello 0,2% dopo il calo dello 0,1% precedente.
Da segnalare anche un discorso di Eric Rosengren, presidente della Fed di Boston.

Intanto sul fronte valutario il dollaro riprende quota nei confronti dello yen e si riporta in area 111,5, mentre il biglietto verde perde terreno rispetto all'euro che si spinge a 1,2128.
Vendite sul petrolio che si riporta in direzione dei 63 dollari e viene scambiato ora a 63,2 dollari al barile, mentre guadagna terreno l'oro che raggiunge quota 1.327 dollari l'oncia.