La debolezza mostrata dalle Borse europee sembra destinata ad essere replicata anche dalla piazza azionaria americana che a meno di un’ora dall’avvio mostra un’intonazione leggermente negativa. I futures sui principali indici viaggiano al di sotto della parità e vedono il contratto sull’S&P500 in discesa dello 0,19%, seguito da quello sul Nasdaq100 che mostra un calo più contenuto dello 0,06%. 

Sul fronte macro oggi è stato diffuso solo l’indice CFNAI, elaborato dalla Fed di Chicago e relativo all’attività nazionale, che nel mese di febbraio è tornato in positivo, attestandosi a +0,34 punti. Il dato è salito rispetto alla lettura di gennaio che è stata rivista verso l’alto da -0,05 a -0,02 punti.

In questi minuti stanno arrivando alcune dichiarazioni di Charles Evans, presidente della Fed di Chicago, il quale ha appena affermato che quest’anno tre rialzi dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale americana sono del tutto possibili. Evans non ha escluso che le strette monetarie potrebbero anche diventare quattro qualora l’economica statunitense dovesse accelerare, ma sarà importante conoscere i dettagli degli stimoli fiscali che intende attuare l’amministrazione Trump. 

Sul fronte valutario intanto il dollaro recupera qualche posizione nei confronti dello yen e viene fotografato ora in area 112,85, mentre il biglietto verde perde terreno rispetto all’euro che sale a quota 1,0755. 

Arretrano le quotazioni del petrolio che scendono nuovamente al di sotto dei 48 dollari al barile, mentre alcuni acquisti sostengono l’oro che si spinge in direzioen dei 1.232,5 dollari l’oncia.