Fake news non significa solo notizie false.Ma anche contenuti violenti e pericolosi.

La colpa dei social

Primi colpevoli sul banco degli imputati, i social. E non solo Facebook. Ma anche quelli che, come YouTube, hanno costruito la loro (immensa) fortuna sui video. Sì, perché fake news non significa solo notizie false. Per questo motivo proprio il primo canale video al mondo, in mano ad Alphabeth, ha deciso di rafforzare l'organico per la sorveglianza e il controllo dei video a contenuto violento. A confermarlo è stata proprio Susan Wojcicki, CEO di YouTube.

"Stiamo anche prendendo provvedimenti aggressivi anche per quanto riguarda il monitoraggio dei commenti, lanciando nuovi strumenti di moderazione senza escludere, nei casi più estremi, il blocco", ha detto la Wojcicki.

L'obiettivo è portare il numero totale delle persone che controllano il flusso di contenuti, a 10.000 nel 2018.

Lo scandalo dei video per minori 

Recentemente YouTube ha dovuto affrontare molte critiche da parte dei gruppi di difesa dei consumatori per non aver controllato i contenuti. In particolare, recentemente, il caso di video per bambini con contenuti espliciti di violenza se non addirittura di pedopornografia al limite dell'esplicito, scandalo dopo il quale molti inserzionisti tra cui Adidas, Lidl, Mars, Deutsche Bank hanno deciso di stracciare i contratti pubblicitari, prima fonte di introiti per la piattaforma video. Innegabile che negli ultimi anni l'evoluzione del mercato Internet abbia creato lo strapotere dei due poli principali, quello rappresentato da Google (e quindi anche YouTube che di Google, o per meglio dire Alphabeth, fa parte) e Facebook, il quale nella sua ultima evoluzione, ha deciso di incrementare proprio la funzionalità video. Un duo che insieme rappresenta il 70% del mercato pubblicitario online.