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E' bastato vedere che il nostro indice (depurato dalle cedole staccate) e il future di giugno non riuscivano a spingersi sotto 12.790/12.800 e cioè oltre il -2%, per far scaturire un "dovuto" mini rimbalzo, ricoperture tipiche da coupon washing e soprattutto anche per le vendite insistenti che da piu di 2 mesi avevano portato l'indice da poco piu di 17.000 a 13.000 punti.
E' bastato vedere che il nostro indice (depurato dalle cedole staccate) e il future di giugno non riuscivano a spingersi sotto 12.790/12.800 e cioè oltre il -2% [...]
Hanno staccato, più sul mercato Italiano che sul quello Europeo, molte Big Cap la cedola annuale o a saldo e l'effetto si è visto per qualche minuto sulle aperture di Milano. Il mercato non ha recuperato in apertura anzi è arrivato a perdere compreso le cedole fino al 2%.
Da un paio di settimane suggeriamo un portafoglio non solo diversificato, (questo approccio ci accompagna da un paio d'anni almeno) ma con una nuova filosofia, controcorrente e fino ad oggi applicata da pochi.
Un dilemma assale (ed assilla) l'uomo della strada così come il grosso investitore, la piccola entità finanziaria e i grandi nomi dell'intermediazione: siamo alla fine della pressione ribassista (avendo toccato e superato i minimi assoluti ) oppure no?
Mai come in questo momento l'analisi tecnica, che per inciso per noi è "solamente" una delle tante bussole per orientarci meglio (ma che non evita del tutto i danni), è ritornata utilissima per andare diritti senza sbattere sugli scogli.
Anche i mercati più forti hanno iniziato a subire un effetto a catena (domino) con una valanga di vendite quasi da panic selling, che si sono ieri riversati su tutti gli strumenti ed i settori indistintamente.
Visto l'eccezionalità di questi mercati sia come tensione che come tipicità, per avere un punto di riferimento preciso abbiamo atteso l'apertura di New York.
La svolta sembra ormai vicina. Ci mancava una forte spallata o dalla politica o dalla finanza per accellerare l'inizio. La finanza ha fatto peggio della politica (ed è tutto dire!) con questo ennesimo "buco" di oltre di 2 miliardi provocato ancora con i derivati da traders più o meno consapevoli e (in)coscienti.
Pausa distensiva sui mercati mondiali anche se si tratta ancora di rimbalzo destinato già da stamattina a terminare. Si prevede quindi una giornata estremamente tesa anche per l'asta dei Bot per circa 10 miliardi.
Anche ieri quasi lo stesso copione, alta volatilità, mercati erratici e tendenza di fondo negativa. E' un mercato estremamente pericoloso e continuiamo a raccomandare la massima velocità nell'entrare ed uscire anche con la lista dei nostri titoli,
Con i mercati al completo, lunedì Londra era chiusa per il bank holiday e noi avevamo evidenziato le possibii distorsioni sul mercato, la fisionomia del trend è ritornata quella di sempre cioè ribassista.
Abbiamo da un po' di settimane una strana sensazione sull'azionario Europeo e relativi futures, ed in particolare su quello Italiano, che ci porta a pensare che la speculazione ribassista li voglia riportare ai minimi del 2011 e forse del 2009.
E' bastata un'indiscrezione circa il declassamento di Moody's su 17 banche Italiane, per far girare il vento sul nostro piccolo e modesto mercato, dove basta ben poco per orientare la tendenza.
Il mercato azionario USA, Europeo, ed in particolare Italiano, fanalino di coda, sembrerebbe smentire lo straconosciuto "sell in may and go away" ma in realtà...
Il faro generale nonchè barometro della situazione rimane il future Bund che oscilla ormai fra i 140,00 e i 141,00, mentre per quanto riguarda il mercato Europeo ed in particolare Italiano, bisogna sempre far conto su Wall street.
Non è continuato quello che era e rimane un mero rimbalzo, anzi noi ci aspettavamo per lo meno, e parliamo di mercato Italiano, un rimbalzo dell'indice fino in area 14.800/15.000.
Approfittiamo di una giornata festiva infrasettimanale, ma molto importante per decisioni, dati e scambi, per dare delle indicazioni tecniche ed operative, ma anche per affrontare discorsi piu ampi.