L’accesso al credito diventa sempre più difficile. La visione della banca da parte di famiglie e piccole imprese è molto negativa, soprattutto in considerazione dell’aumentata sfiducia in tutto il sistema bancario e di investimenti in generale. Unico risultato: la fuga di clienti, capitali e liquidità con l’aumento, contemporaneamente dei tassi.

Non è solo un dato che si avverte, ma anche un effettivo risultato di una ricerca di Bankitalia. A dicembre la diminuzione dei prestiti è stata ancora notevole e la difficoltà di riuscire ad ottenerlo ne fa diminuire anche le richieste, sempre più spesso non soddisfatte.

Nel frattempo i costi dei mutui omnicomprensivi è andato da 3,98% al 4,26% e in un panorama che vede la fuga dei piccoli risparmiatori e dei capitali privati dalle banche non sorprende il dato del – 0,5% sui depositi.

Va un po’ meglio la raccolta delle obbligazioni soprattutto sui grandi nomi come Enel che, partita da una cifra “prudente” di 1,5 miliardi ha recentemente ammesso di poter estendere l’offerta a 3. Da sottolineare un dato interessante: quasi raddoppiato il tasso di crescita annuale (da 6,5% a 12,8%) per le emissioni obbligazionarie a garanzia statale.

Tornando ai mutui per abitazione, croce e delizia degli italiani (ultimamente più croce), sono aumentati per i costi (mancando sempre più spesso le garanzie e i liquidi) mentre quelli per il settore privato hanno avuto un aumento subendo però un andamento particolare, per la precisione altalenante, tra i mesi di novembre 2009-2010. Nello specifico: aumentati del 2,3% rispetto a dicembre 2010 ma diminuiti rispetto al 3,5% del 2009.

In conseguenza di ciò si è registrato un notevole rallentamento rispetto ai prestiti alle società non finanziarie (frenato al 2,6% mentre prima era al 4,4%) con tassi d’interessi aumentati mediamente 3,86% al 4,18%. Quasi stabili, un lieve rialzo, quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo (da 9,07& a 9,11%).