Tutto scende in campo obbligazionario, a cominciare dal Bund, che conferma estrema debolezza e lotta – relativamente al Future – con un nuovo supporto/resistenza di brevissimo periodo posizionato sui 157,96, dopo la decisa rottura dell’importante quota dei 159. Tutto scende ma non i Btp, anche per le scadenze lunghe. L’esempio più significativo riguarda il sempre iper scambiato tasso fisso 2,8% 2067 (Isin  IT0005217390), che pur avendo confermato un netto testa (sui 93,76 euro) e spalle (sui 91,87 euro) resta ben collocato nell’area dei 90, seppur venerdì sia sceso in chiusura leggermente sotto, a 89,9. Mentre però alla precedente designazione della prima spalla erano seguite due sedute in profondo rosso, alla seconda di mercoledì scorso se ne sono accodate due sì negative ma di poco. 

Gli 88 nuovo supporto?

Il quadro grafico testa positivo, poiché il 2067 si muove sempre all’interno di un canale rialzista di medio periodo, ma difficilmente potrà proseguire nel trend, visto l’andamento ribassista del contesto euro. Fra l’altro da dicembre la volatilità è aumentata, anzi raddoppiata, sebbene la media mobile a 100 sedute non dia segnali di inversione, come aveva invece dimostrato a inizio gennaio. Un primo test potrebbe venire dagli 89,5/89,4 già nelle prossime ore, sebbene l’area degli 88 sia quella decisiva. Lì probabilmente molti indicatori tecnici scatterebbero al ribasso, a cominciare dal Super Trend. E’ pur vero che un reale supporto si trova molto più in basso, ovvero sugli 84,5, ma dalle attuali quotazioni a quest’ultima c’è di mezzo una fase di inversione pronunciata, che per ora non si segnala. Cautela comunque sulla rapidità dei movimenti ribassisti, come sempre più pronunciati rispetto a quelli rialzisti.